











VIAGGI DI ISTRUZIONE SCUOLE SUPERIORI
2027 HUMAN FESTIVAL
Lo Human Festival si occupa della progettazione di eventi che intessono un fil rouge tra patrimonio artistico e storia culturale dei siti interessati.
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“l'ERRANZA e l'ERRARE” 15-18 Marzo 2027 SALENTO
La tematica è l'Erranza e l’Errare, un percorso verso l'autenticità in cui perdersi, ma fondamentale per ritrovarsi.
L’Erranza è una condizione fisica e mentale dell’adolescenza, caratterizzata dal bisogno di definire la propria identità e scoprirsi.
L'autenticità si raggiunge rompendo gli schemi e accettando di sbagliare, liberandosi dalle sovrastrutture e dalle aspettative sociali radicate nel contesto tecnologico dei giovani.
L’Errare valorizza l’esperienza del percorso e del processo, dove l'errore non viene stigmatizzato né giudicato, ma è riconosciuto come una opportunità di ulteriore esplorazione, a conferma del processo evolutivo della conoscenza umana.
“l’ESSERE e il DIVENIRE ” 05 - 08 Aprile 2027 CILENTO
I nostri antenati, i Greci, sull’Essere e il Divenire hanno improntato le basi della filosofia antica. Parmenide, Democrito, Platone, hanno scritto opere ancora attuali fino ai giorni nostri, dove le stesse domande continuano a risuonare trovando risposte e riflessioni sempre mai definitive, “è meglio Essere oppure Diventare?” è la domanda più intensa che possiamo farci:
“Come posso diventare ciò che sono? E soprattutto, chi sono io?”.
Non ci sarà mai nessuna risposta definitiva, poiché la natura umana è per sua definizione mutevole e incostante, essere sé stessi come dice Amleto è un problema, ma ciò che vogliamo diventare sicuramente dipenderà dalla nostra volontà, e dalla cura che avremo di noi stessi per arrivarci.
Diventare ciò che sono è una partita personale divertente e piena di imprevisti, non lasciamola decidere dalle voci esterne bensì ascoltiamo la nostra voce interiore, che ci guida anche grazie agli errori.
"ECO-SOFIA, L'ALBERO DELLA VITA" 13-16 Aprile 2027- PUGLIA
"il RICORDO e il RITORNO" 20-23 Aprile 2027 — LAZIO Riviera di Ulisse
Cosa significa ricordare? Cosa si ricorda? Chi è che ricorda? Siamo noi a ricordare o è il ricordo che abita in noi? Chi o cosa invochiamo quando proviamo a ricordare? È la memoria che ci fa essere quel che siamo o, viceversa, riusciamo a vivere perché dimentichiamo? Ricordare non è al tempo stesso un ritornare? Ma ritornare dove? O, meglio, quando? Il tema del ritorno, come il ricordo a cui si accompagna, è uno degli elementi fondativi della tradizione occidentale. Il viaggio di Ulisse è tra i tanti ritorni degli eroi achei, quello più famoso e incarna il viaggio stesso dell’uomo nell’esistenza. Ulisse ritorna perché ricorda, ricorda la sua Itaca, la moglie, figlio, il padre, ricorda e per questo viaggia verso casa, per questo motivo anche quando è sul punto di perdersi, di lasciarsi sprofondare nell’oblio che regna nella terra dei mangiatori di loto, o nella beatitudine ferina presso Circe o amorosa presso Calipso. È il ricordo che lo spinge a riprendere il viaggio, è l’immagine di Itaca che lo porta, è il ricordo di quello che fu che lo rende umano e lo distingue dall’eterna beatitudine degli dei e dalla cieca soddisfazione animale. Ma al tempo stesso il ricordo, il rimembrare è esso stesso un viaggio, un viaggio dell’anima verso il passato, un inoltrarsi nelle terre, o nei mari semisconosciuti di quel che è stato ma non smette di essere. E solo ripercorrendolo altre infinite volte il passato può diventare davvero nostro e proiettarci verso il futuro, verso un nuovo viaggio, verso quel che saremo. Ritornare e rimembrare significa essere umani, sono l’essenza dello stare al mondo dell’uomo, della sua ricerca su chi è, sull’enigma che ogni uomo è per se stesso. Enigma che è alla base anche delle moderne scienze dell’anima e delle neuroscienze, oltre che alla base della poesia, dell’arte e della filosofia. Ricordare significa ritornare alla propria essenza, comprendere chi siamo stati per capire chi siamo, per diventare, finalmente, ciò che siamo.
“la LIBERTA’ e la SCELTA’” 27-30 aprile 2027 BASILICATA
Le tematiche che si intendono attraversare sono “la LIBERTA’ e la SCELTA”, che ritroviamo nel poema filosofico “Paura della Libertà” di Carlo Levi.
Il testo fu accolto con ostilità, sebbene lo scrittore dichiarò, anche successivamente, che era il più importate dei suoi libri. Cercheremo di scoprire il perché, interrogandoci: sulla passione, la scelta e la libertà.
Levi dice ”Non serve essere liberi dalla passioni ma liberi nelle passioni”
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